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Fondazione delle Arti-Venezia

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In occasione della 58esima Biennale di Venezia la galleria THE POOL NYC presenta NOTTURNO PIÚ, un group show a cura di Giacinto Di Pietrantonio. OGGI A VENEZIA!!! https://www.artivenezia.com/it/event/notturno-piu
18 aprile – 2 giugno 2019 Venezia, Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna “This is my contribution to the world: a licence to dream.” BLIND FAITH (CIECA FEDE) è una mostra fotografica sull’artista e filmmaker francese Ann Ray. Relativa agli scatti degli ultimi quattordici anni, l’esposizione testimonia numerosi incontri tra Ray e numerosi personaggi del mondo dell’arte, da attori a scrittori, coreografi, ballerini, filmmakers, compositori come Willem Dafoe, Alexander Mcqueen e Michail Baryshnicov tra gli altri. L’indicazione della fotografa era di posare con gli occhi chiusi, con il fine di comunicare una verità subliminale che richieda il mutismo della vista, vista come forma di interferenza. Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima ma forse può esserci un canale per decifrare i pensieri, i sogni e i sentimenti più intimi. Questo è il tentativo dell’artista per offrire un’intuizione dell’astratto, dell’invisibile e del non detto, per approdare a una più profonda comprensione della natura umana. Ann Ray Nata a Brest, Francia, Ray è una fotografa e film-maker, prevalentemente autodidatta, dall’età di 11 anni.
buona Pasqua | happy Easter | joyeuses Pâques
Sabato 13 Aprile alle ore 19.00 la Fondazione delle Arti Venezia organizza presso Palazzetto Pisani a Venezia uno stimolante incontro tra letteratura e cultura con Corrado Occhipinti Confalonieri, autore del romanzo "La moglie del santo". Confalonieri narra l'incredibile vita di san Corrado, il suo avo, ricostruendo le sorprendenti tappe della sua storia d'amore carnale e spirituale, coniugando la precisione dello storico con l'affettuosa commozione. https://www.artivenezia.com/it/event/incontro-con-corrado-occhipinti-confalioneri-e-presentazione-del-romanzo-la-moglie-del-santo
“Gli alberi hanno bisogno della vita sociale, quelli giovani vengono piantati vicino ai più vecchi perché questi, attraverso le radici, possano trasmettergli vitalità.” Così racconta la propria mostra di fotografie in bianco e nero Barbara Luisi in mostra presso il Foyer e la Sala Sinopoli del Teatro La Fenice a Venezia fino al 22 aprile.
Pochi sanno che a Romeo e Giulietta si deve anche il primo bacio su un palco teatrale della storia. Prima di allora infatti mai nessun attore e attrice si erano scambiati effusioni così esplicite davanti agli spettatori. #venezia Questo giovedì presso il teatro Goldoni a Venezia potrete godervi una delle storie d'amore più celebri di sempre. In questo secondo capitolo della Trilogia dei commedianti di Stivalaccio Teatro, i due attori Girolamo Salimbeni e Giulio Pasquati, sopravvissuti all’inquisizione, sono costretti al poco onorifico mestiere di saltimbanco. Per riscattarsi decidono di recitare la più grande storia d’amore di tutti i tempi: Romeo e Giulietta. Ma chi ricoprirà il ruolo dell’innamorata? Ecco allora comparire all’improvviso in scena Veronica Franco, onorata cortigiana della Repubblica, disposta a cimentarsi nell’improbabile parte dell’illibata giovinetta. Si assiste dunque a una prova dello spettacolo, dove la celeberrima storia del Bardo prende forma e si deforma nel mescolarsi di trame, di dialetti, canti, improvvisazioni, suoni, duelli e pantomime. Il passato diventa così spunto per riflettere su di noi e sul nostro presente. Con il loro stile travolgente, che rilegge la tradizione della Commedia dell’Arte in chiave contemporanea, Stivalaccio Teatro conferma l’innata capacità di coinvolgere il pubblico, rendendolo protagonista dall’inizio alla fine. https://www.artivenezia.com/it/event/romeo-e-giulietta-lamore-e-saltimbanco
https://www.artivenezia.com/it/event/futuruins Uno dei filoni sicuramente più prolifici nell’arte e in tutte le sue espressioni, è il confronto dell’uomo con il passato e le sue declinazioni. Il rapporto tra antico e moderno, tra tradizione e avanguardia, tra modello e interpretazione ricorrono nella poesia come nella rappresentazione figurativa come costanti che hanno sempre qualcosa da dire all’uomo contemporaneo che, pur essendo immerso in futuristici ambienti metropolitani, riconosce in sé la necessità di rispecchiarsi nelle civiltà e nelle storie che l’hanno preceduto, quasi per colmare quel vuoto interiore provocato dalla nebbiosa e opprimente routine. Forse, volendo “curare” la perenne malattia del quotidiano, a Palazzo Fortuny, Venezia, la mostra FUTURUINS, il cui allestimento è stato magistralmente curato dall’architetto Daniela Ferretti, propone un riuscito sguardo sulla rovina in quanto testamento, testimonianza e specchio esistenziale. #RobertGligorov - BOOM
Uno dei segreti del Canaletto è l’uso della camera ottica. Egli, affinché la veduta fosse massimamente aderente al vero, utilizzava quel marchingegno, che può essere considerato l’antenato della macchina fotografica. Canaletto usa talmente bene la camera ottica, da correggerne i difetti, La camera ottica crea infatti deformazioni prospettiche, angoli acuti, sfondi allontanati e deforma ai margini l’immagine. Il pittore interviene per contemperarne i limiti “meccanici”. La mostra aprirà i battenti il 23 febbraio nelle preziose sale del Palazzo Ducale
Turbulent America è un ampio ritratto degli Stati Uniti visti dagli occhi di un fotografo francese. Jean-Piere Laffont è arrivato a New York nel 1965 e, per più di tre decenni, ha viaggiato attraverso il Paese, cercando di immortalarne lo spirito. La retrospettiva allestita nelle sale del terzo piano al Centro Culturale Candiani comprende il lavoro di Jean-Pierre Laffont dal suo arrivo nella Grande Mela fino alla fine degli anni ’80, un lungo periodo in cui ha documentato gli aspetti sociali, politici e culturali degli Stati Uniti. La mostra viene inaugurata domani, sabato 16 febbraio alle 17.30, con un incontro dal titolo “Jean-Pierre Laffont incontra Lello Piazza e Livia Corbò”. L’esposizione, allestita al terzo piano, resterà aperta fino al 30 maggio 2019 con orario dal mercoledì alla domenica, dalle 16 alle 20. https://www.artivenezia.com/it/event/turbulent-america-jean-pierre-laffont
Oltre 70 opere dall’Ermitage di cui 20 dipinti dei grandi maestri veneti, dal Cinquecento al Settecento, tornano in laguna dopo secoli. In dialogo con disegni e dipinti provenienti dalle collezioni civiche veneziane rivelano “cortocircuiti” collezionistici tra Venezia e San Pietroburgo. Da Veronese a Tiziano, fino a Tiepolo, Canaletto e Guardi. Opere mai esposte prima d’ora in Italia e talvolta mai uscite dall’Ermitage in mostra a Mestre, tra cui due inediti Carlevarjs e una singolare opera tarda di Jacopo Tintoretto. —————————————————————– C’è un filo rosso che da oltre tre secoli lega Venezia a San Pietroburgo, due città riflesse nell’acqua che guardandosi si riconoscevano l’una nell’altra. Una trama fatta di architetti, musicisti, artisti, principi, mercanti, ambasciatori e di centinaia e centinaia d’opere d’arte che seguendo vie e vicende diverse, hanno lasciato negli anni la città lagunare e i territori della Serenissimaper raggiungere le terre russe e la magica città nata dal sogno di Pietro il Grande. Oggi il Museo Statale Ermitage custodisce una delle più ricche collezioni di arte veneziana al mondo e la formazione di questa raccolta è uno fra i più avvincenti capitoli della storia del collezionismo, capace ancora di sorprenderci con nuove scoperte e straordinari ritrovamenti. https://www.artivenezia.com/it/event/venezia-e-san-pietroburgo-artisti-principi-e-mercanti
Dancing with Myself” indaga l’importanza primordiale della rappresentazione di sé nella produzione artistica dagli anni ’70 a oggi e del ruolo dell’artista come protagonista e come oggetto stesso dell’opera. Attraverso un’ampia varietà di pratiche artistiche e linguaggi (fotografia, video, pittura, scultura, installazioni…), di culture e provenienza, di generazioni ed esperienze, la mostra mette in luce il contrasto tra attitudini differenti: la malinconia e la vanità, il gioco ironico dell’identità e l’autobiografia politica, la riflessione esistenziale e il corpo come scultura, effigie o frammento, e la sua rappresentazione simbolica.
“Cosa vuol dire dipingere oggi? Quali problematiche concettuali e stilistiche vengono affrontate da pittori provenienti da tradizioni culturali profondamente diverse e lontane tra loro? Con quali modalità la raffigurazione del volto umano viene costruita per sottolineare gli elementi più significativi dell’espressione, in senso antropologico, simbolico o sociale? Come scrive Jean Paul Sartre “Tintoretto è Venezia anche se non dipinge Venezia”. Così Ludovico Pratesi ci presenta la bellissima mostra-tributo a Tintoretto in cui 12 straordinari artisti si cimentano in originalissime rivisitazioni della sua opera.. a Venezia, Ca d'Oro
" io buco; passa l'infinito di lì, passa la luce, non c'è bisogno di dipingere... invece tutti hanno pensato che io volessi distruggere: ma non è vero io ho costruito, non distrutto" Con queste parole Lucio Fontana, uno dei più grandi artisti italiani di sempre ci raccontava lo spazialismo. Potete trovarlo in questa bellissima mostra a Venezia insieme ad altri artisti del movimento come Guidi, Deluigi, Tancredi, Morandis, Bacci, De Toffoli e Vianello in una bellissima esposizione fino al 16 settembre. Ve la consigliamo caldamente.
A proposito di Venezia Peggy Guggenheim disse: "Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele ma non solo, ma è un grave errore: vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro" Per il 70° anniversario dell’esposizione della Nelle Project Rooms del museo viene ricreato l’ambiente del Padiglione, allestito in quell’occasione dal celebre architetto veneziano Carlo Scarpa. Fino al 25 novembre presso il museo Guggenheim a Venezia https://www.artivenezia.com/it/event/1948-la-biennale-di-peggy-guggenheim
Il teatro la Fenice a Venezia. La meraviglia. Trova i migliori eventi culturali a Venezia sul sito della Fondazione delle Arti Venezia www.artivenezia.com
La Casa dei Tre Oci presenta la prima retrospettiva dedicata al grande Fulvio Roiter dopo la sua scomparsa, il 18 aprile 2016. Promossa dalla Fondazione di Venezia in partenariato con Città di Venezia, la mostra ripercorre l’intera carriera fotografica di Fulvio Roiter, presentandosi come la più completa monografica mai realizzata sull’autore e la prima dopo la sua recente scomparsa. Un omaggio e un ricordo che la Casa dei Tre Oci ha voluto dedicare al fotografo che più di ogni altro ha legato l’immagine di Venezia al proprio nome. L’esposizione, curata da Denis Curti, resa possibile grazie al prezioso contributo della moglie Lou Embo, farà emergere attraverso 200 fotografie, la maggior parte vintage, tutta l’ampiezza e l’internazionalità del lavoro di Fulvio Roiter, collocandolo tra i fotografi più significativi dei nostri giorni. Partendo dalle origini e dal caso che hanno determinato i primi approcci di Roiter alla fotografia, nel pieno della stagione neorealista, di cui il fotografo veneziano ha ereditato la finezza compositiva, il percorso racconta gli immaginari inediti e stupefacenti che rappresentano Venezia e la laguna, ma anche i viaggi a New Orleans, Belgio, Portogallo, Andalusia e Brasile. L’allestimento si arricchisce di videoproiezioni, ingrandimenti spettacolari e una ventina di libri originali, che, oltre a visualizzare in pagina l’opera di Roiter, restituiscono anche la vastità di contributi critici dei tanti autori che hanno scritto sul suo lavoro, tra cui Andrea Zanzotto, Italo Zannier, Alberto Moravia, Ignazio Roiter, Fulvio Merlak, Gian Antonio Stella, Roberto Mutti, Giorgio Tani, Enzo Biagi. Non manca il breve ma intenso ricordo della moglie Lou, riferito a quel primo incontro in Belgio, che fu la nascita di un rapporto umano e professionale lungo quarant’anni. Contenitore e veicolo ideale dell’opera artistica di Fulvio Roiter è stato infatti, sin dal principio, il libro fotografico. E la completa dedizione verso di esso ha portato l’autore a ricevere numerosissimi e importanti riconoscimenti come il prestigioso Premio Nadar, ottenuto n
Se siete appassionati di fotografia non perdetevi la presentazione del catalogo Attraverso il blu, proposta dalla Fondazione delle Arti di Venezia, alle 19.00 presso il palazzetto Pisani a Venezia. Il catalogo esposto alla presenza della curatrice Laura Valli, racchiude i trenta scatti in bianco/nero, esposti nella cappella e nella sala infermieristica dell’ospedale Maria Vittoria di Torino, volti a sensibilizzare il pubblico sul ruolo importante ricoperto dalle donna nella maternità, nelle fasi cruciali, molto spesso sottovalutate, che seguono il parto. Diverse sfumature di blu/azzurro che sono evocative delle delle varie forme in cui i neonati vengono accolti. “Attraversare il blu è intraprendere il lungo abbraccio con il proprio bambino quando si nasce come mamma dopo il parto, con la propria mamma quando si nasce come figlio dal momento in cui si vede la luce’’
Peggy Guggenheim, Michel Tapié, Pierre Restany, Lucio Fontana, Giorgio de Chirico, Karel Appel, Francis Bacon, Jean Dubuffet, Asger Jorn, Hans Hofmann, Henri Moore, Graham Sutherland, Wilfredo Lam… sono alcuni dei personaggi che hanno incrociato la vita di questo celebre artista: Ezio Gribaudo. Noi della Fondazione delle Arti Venezia siamo orgogliosi di presentarvelo in un incontro che avverrà domenica 17 giugno alle ore 19.00 presso Palazzetto Pisani a Venezia con la piacevole presenza di Paola Gribaudo e Gabriele Romeo. Vi aspettiamo! https://goo.gl/k6jsHG
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