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📷 @matcecche 📍#Firenze È risaputo a Firenze che Filippo Brunelleschi possedesse un gran senso dell’umorismo e gli piacesse fare scherzi a chi gli capitava sotto tiro. Uno delle sue burle più riuscite venne addirittura raccontato in un libro dal titolo “Novella del Grasso legnaiuolo” che divenne un grande successo letterario a Firenze. Possiamo affermare che anche nella costruzione della Cupola del Duomo, il Brunelleschi non si sia risparmiato a giocarci alcuni scherzi, primo su tutti il fatto che la cupola non è una cupola. Una cupola emisferica (o ellissoidale, o parabolica) è data dalla rotazione di un arco attorno al proprio asse e, teoricamente, costruire una struttura di questo genere è sempre possibile. La cupola del Duomo di Firenze però non è una cupola, ma una volta ottagonale che può essere descritta come l’intersezione a 45° di due volte a pianta quadrata. Ed era proprio la sua natura di volta a preoccupare i capomastri che si succedettero nei cantieri di costruzione del Duomo, dato che questa forma architettonica, al contrario di una cupola, non è autoreggente. La discussione intorno alla statica della Cupola del Duomo di Firenze è tutt’oggi ragione di grandi dibattitti tra importanti archittetti. La cosa realmente straordinaria riguardante la costruzione della Cupola del Duomo di Firenze è il non impiego di alcuna centina. Ciò significa che nell’edificare la struttura non si utilizzò alcuna struttura lignea a cui appoggiare la parte in muratura che via via si andava formando. Questo fatto, già straordinario di per sé, lo diventa ancor di più se si pensa alla grandezza della Cupola. Infine una piccola curiosità, la palla di rame dorata realizzata dal Verrocchio intorno al 1470 pesa 1.981 Kg. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #firenze
📷 @andrea_sopranzi @salvatore_cuccu 📍 #senigallia ⠀ Sulla spiaggia, gli ombrelloni sono chiusi. Deve essere sera. O mattina presto.  La passerella divide la sabbia in due metà precise. Porta a un edificio strano. Potrebbe essere una stazione spaziale. Come ce la immaginavamo ai tempi di «Star Trek». Una cupola. Piattaforme. Feritoie. Non c’è, in questa fotografia diventata cartolina, nemmeno una figura umana. Ma la Rotonda, cinquanta anni dopo, c’è ancora. Proprio nello stesso punto preciso. A Senigallia.  E’ diventata un night club, poi un ristorante, poi un posto dove ballare. In questo ordine, o in ordine inverso. Questa è la Rotonda sul mare di una canzone che forse ci ha fatto nascere. Perché tanti genitori si sono innamorati ballando il lento che cantava Fred Bongusto. «Una rotonda sul mare, il nostro disco che suona, vedo gli amici ballare ma tu non sei qui con me». La canzone della nostalgia canaglia. Ma dolce. Una speranza, più che una canzone.  Che lei torni. Che lui e lei ballino ancora. Che, insomma, quella Rotonda sul Mare continui a svolgere egregiamente la sua funzione. Essere lo spazio dei sogni dell’estate, che un po’ se ne va. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @gabdetails 📍#Roma Con la sua immensa mole il Colosseo è il più grande anfiteatro del mondo e il più voluminoso edificio di Roma antica giunto fino a noi: un luogo affascinante la cui sola vista ci riporta alla mente immagini e atmosfere di un passato leggendario. Fu fatto costruire dall'imperatore Vespasiano come dono per il suo popolo nei pressi dei Foro e per cinque secoli fece da sfondo a lotte tra animali, supplizi capitali e combattimenti fra gladiatori, per cui i Romani nutrivano un'autentica passione. Oggi fa parte del Patrimonio dell'Umanità Unesco e dal 2007 è una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno, oltre che il monumento più visitato in Italia con più di sei milioni di ingressi all'anno. Lungo 189 metri e largo 156, il Colosseo ha un perimetro di 527 metri e una capienza di circa 50 mila spettatori. Per portarlo a termine furono necessari solo cinque anni: dal 75 all'80 d.C. Ma il bello doveva ancora arrivare: dopo un'opera così, l'imperatore Tito decretò che i festeggiamenti per l'inaugurazione sarebbero durati ben 100 giorni. Originariamente il Colosseo si presentava ornato da statue, fregi e marmi. Dopo la caduta dell'Impero fu però abbandonato e utilizzato come riserva di materiali da costruzione. Edifici come la Basilica di San Pietro e Palazzo Barberini devono la propria esistenza proprio all'anfiteatro, che nel tempo perse quasi 2/3 degli elementi originari. Nel XIII secolo all'interno dell'Anfiteatro Flavio fu costruito un palazzo, la residenza della famiglia romana dei Frangipane. In seguito il monumento continuò a essere abitato, fino alla sua riscoperta come bene artistico nel XIX secolo. Durante il periodo fascista, invece, si fece strada un progetto alquanto bizzarro: trasformare l'Anfiteatro Flavio in un albergo di lusso. Ma i tempi erano definitivamente cambiati. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #roma
📷 @roberto_lorenzo_photography 📍 #Tropea ⠀ Buongiorno ragazzi, è il caldo a salutare le prime giornate d’autunno, con temperature ancora estive e punte intorno a 30 gradi, ma già da oggi arriveranno dal Nord i primi segnali di un cambiamento che da mercoledì vedrà la temperatura in calo in tutta Italia. Secondo le previsioni del centro Epson Meteo saranno soprattutto i forti venti a determinare un calo termico che in alcuni casi potrà toccare dieci gradi. Già a partire da giovedì si prevede comunque un miglioramento, con il ritorno a temperature intorno a 25 gradi. «Anche nella giornata odierna, il campo di alta pressione che ricopre gran parte dell’Europa meridionale proteggerà il nostro Paese assicurando tempo stabile e temperature quasi estive», rilevano in una nota i meteorologi di Epson Meteo. «La situazione - prosegue la nota - inizierà a cambiare da martedi, quando l’Italia verrà sfiorata da un fronte freddo in movimento verso i Balcani». Sarà la quinta perturbazione di settembre e non dovrebbe portare pioggia; sarà però accompagnata da aria fredda, che «determinerà un sensibile rinforzo dei venti settentrionali che, entro mercoledì, daranno luogo a una notevole diminuzione delle temperature su tutte le regioni». Il calo delle temperature, anche di una decina di gradi, sarà più sensibile al Nord, sul versante adriatico e nelle zone interne della penisola. sarà comunque «una fase temporanea» perché «già nell’ultima parte della settimana si prospetta il ritorno di aria più mite che riporterà le temperature nuovamente sopra i valori normali». Da mercoledì, concludono i meteorologi, si prevede un indebolimento dei venti e «il calo termico proseguirà fino ai valori minimi della notte tra mercoledì e giovedì, successivamente avremo una tendenza al rialzo con un ritorno a valori anche prossimi ai 25 gradi». ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @_enk 📍 Portofino ⠀ Quella che vedete è Portofino: un condensato di chic. Perché se è vero che molte realtà marine sono assurte agli onori della cronaca rosa e detengono i primati di frequentazioni vip, nessun luogo mai come Portofino rimane però nell’immaginario collettivo come l’ unica, vera, località che rappresenta il massimo dell’esclusività a livello internazionale. E non è solo per il suo porticciolo, mitico e incantevole, che incornicia l’altrettanto mitica piazzetta. Portofino è particolarmente amata dai divi di Hollywood o dalle star della musica, che a partire dagli Anni ’50 del secolo scorso che arrivarono numerosissimi a visitare il famoso borgo. Il monte che sovrasta il paese, è caratterizzato da suggestivi versanti rocciosi, che precipitano direttamente sul mare, regalando vedute mozzafiato ed è solcato da una fitta rete di sentieri tutti praticabili. Sulla baia di Portofino aleggiano diverse leggende o fatti misteriosi. Per esempio la leggenda narra che nella notte di San Giovanni Battista (24 giugno), sul Monte di Portofino, nel punto in cui si incrociano quattro sentieri, si radunino gli spiriti di tutti gli amanti che il destino non volle lasciare unire. Questa è anche l’unica notte nella quale si può raccogliere il miracoloso “olio di rovere”, uno speciale unguento, che per essere efficace deve essere raccolto fra il primo e l’ultimo rintocco della mezzanotte. Inquietante e suggestiva, anche la storia di Villa Altachiara, splendida dimora che il Conte di Carnarvon fece costruire nel 1874 per il figlio George Herbert, noto come Lord Carnarvon, egittologo finanziatore di campagne archeologiche in Egitto che portarono alla scoperta della Tomba di Tutankhamon. Secondo la leggenda la maledizione di Tutankhamon ricadrà su coloro che hanno violato il suo riposo. Lord Carnavon morì poco dopo per la puntura di un insetto, e presto Villa Altachiara divenne teatro di eventi funesti che si succedettero nel tempo fino ad arrivare alla morte della Contessa Francesca Vacca Augusta che scompare precipitando in mare dalla scogliera. ⠀ 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #portofino
📷 @albertofiumicino 📍 #Marechiaro ⠀ Anticamente il borgo di Posillipo intorno a via Marechiaro, prendeva il nome di Santa Maria, in onore alla chiesa di Santa Maria del faro. Il nome Marechiaro, non deriva dalla limpidezza dell’acqua come in molti sono portati a credere bensi dalla loro quiete. In alcuni documenti risalenti al periodo svevo si parla di mare planum tradotto in lingua napoletana mare chianu da cui l’odierno Marechiaro. Il nome del borgo è associato da sempre alla celebre Finestra ” A’ fenestrella e Marechiare“. La leggenda narra che il poeta e scrittore napoletano Salvatore Di Giacomo, vedendo una piccola finestra sul cui davanzale c’era un garofano, ebbe l’ispirazione per quella che è una delle più celebri canzoni napoletane: Marechiare. « Quanno spónta ‘a luna à Marechiare, pure li pisce nce fanno a ll’ammóre… » (Salvatore Di Giacomo, Marechiare) Tutt’oggi la finestra esiste, e c’è sempre un garofano fresco sul davanzale, oltre ad una lapide celebrativa in marmo bianco con sopra inciso lo spartito della canzone e il nome del suo autore (morto nell’aprile del 1934). ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @italian_eye_ 📍#Toscana ⠀ La Toscana è passata attraverso più di 2000 anni di storia: è stata abitata dal misterioso popolo degli Etruschi e dalla grande civiltà romana, ha visto nascere il Rinascimento ed alcuni dei più celebri artisti, letterati e scienziati del passato. La Toscana per questo conserva un patrimonio storico-artistico e letterario unico al mondo. Vi sono tanti ottimi motivi per scegliere di visitare la Toscana.Molti decidono di trascorrere il loro soggiorno in Toscana per poterne apprezzare la straordinaria offerta artistica e culturale, mentre altri preferiscono una vacanza nella natura degli splendidi paesaggi toscani. Gli amanti della buona tavola e appassionati dei vini vengono in Toscana per poter gustare i sapori semplici e genuini dei piatti e dei vini locali. Chi ama camminare invece sceglie i sentieri delle montagne, i ciclisti le colline curvose, gli amanti del mare le coste e le isole. Gli studenti stranieri scelgono infine la Toscana per imparare la lingua e la cultura italiana. Ci sono talmente tante cose interessanti da fare e vedere in Toscana che talvolta è difficile scegliere da dove iniziare. Certamente Firenze, Siena e Pisa sono tra le mete principali, ma la lista delle "città d'arte" toscane è molto più lunga e comprende anche Arezzo, Cortona, San Gimignano e Lucca, solo per citarne alcune. Speriamo che la nostra guida vi sarà utile nell' organizzare il vostro prossimo viaggio alla scoperta della Toscana , certi che più la conoscerete e più sembrerà anche a voi meravigliosa. Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo la community @ig_milan_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @unamarinella 📍 #Montalcino ⠀ A sud di Siena si trova un incantevole borgo medievale, quasi fiabesco, circondato da una possente cinta muraria e dominato da un antico castello di autentica perfezione architettonica. Montalcino, a ovest di Pienza, è una bellissima città storica immersa nello splendido paesaggio del Parco Naturale della Val'Orcia e rinomata in tutto il mondo per la straordinaria produzione del prezioso Brunello di Montalcino. Il borgo è rimasto pressoché intatto dal XVI secolo. Una volta raggiunta la cima su cui si erge Montalcino, un vero e proprio spettacolo si apre davanti agli occhi: un continuo susseguirsi di sinuose colline punteggiate qua e là da fiori gialli e rossi, antiche querce, pittoreschi alberi d'olivo, panoramiche strade di campagna che serpeggiano attraverso armoniosi vigneti e cipressi isolati qua e là. La città di Montalcino è diventata ricca e famosa grazie al Brunello, uno dei migliori vini italiani e tra i più apprezzati al mondo. Il borgo era già rinomato per i suoi vini rossi nel XV secolo. Tuttavia, la preziosa formula del fantastico vin Brunello fu inventata nel 1888 da Ferruccio Biondi Santi, che per primo ebbe l'idea di eliminare i vitigni della tradizionale ricetta del Chianti, come il Canaiolo e il Colorino, usando invece solo la varietà Sangiovese. Prima che il Brunello sia pronto da bere, deve essere fatto invecchiare per un minimo di 5 anni, 2 dei quali in botti di quercia, mentre il Rosso di Montalcino è pronto dopo un solo anno di invecchiamento. Tra i più rinomati produttori di vino menzioniamo Biondi-Santi, Schidione e Banfi. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @thedaydreamings 📍#CinqueTerre #manarola Quella che vedete in foto è Manarola, antico borgo della Riviera ligure di Levante, è una frazione del comune di Riomaggiore, in provincia della Spezia, e costituisce una delle Cinque Terre. Una posizione privilegiata per ammirare la magnifica struttura del borgo è Punta Bonfiglio su cui si snoda un camminamento costruito dai manarolesi aperto nel 1968, che permette di collegare la Marina con lo scalo di Palaedo. Sulla parte più alta di Punta Bonfiglio sorge il piccolo cimitero del paese. Molto suggestivo è inoltre l'ultimo tratto di Via Belvedere che costituisce un vero e proprio balcone a picco sul mare, terminando in una panoramica piazzetta dedicata ad Eugenio Montale, sulla cui targa sono riportati i primi versi della poesia Riviere. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook
📷 @ournextflight 📍 #Locorotondo ⠀ La bianca Locorotondo è il più bel balcone della Murgia dei Trulli. I caratteristici tetti aguzzi fatti di grigie “chiancarelle” di pietra, le cummerse, fanno svettare in alto le facciate delle case, che all’interno presentano ambienti dalle tipiche volte a stella. Dal suo belvedere si ammira un territorio che è a tratti emozionante: un mosaico di piccoli vigneti segnati da muretti a secco, macchie di bosco mediterraneo e argentei uliveti che circondano antiche masserie, migliaia di trulli sparsi nelle contrade. In più, il piccolo nucleo antico di Locorotondo, racchiuso nella sua perfezione circolare di pietre e calcine, un tempo segnato dalle mura, sembra sospeso tra sogno e realtà: il bianco della calce avvolge ogni cosa, fa da abbagliante sfondo alle architetture barocche in pietra locale, esalta le macchie di colore intenso dei balconi fioriti. Il cuore del centro storico è piazza Vittorio Emanuele, un salotto creato dalle architetture circostanti, in cui si trova anche la Pro Loco, prezioso punto di riferimento per i turisti e gli organizzatori di eventi e lo IAT. Varcando Porta Napoli si accede nell’accogliente ed elegante piazza ottocentesca. Un tempo era detta piazza castelloin quanto costeggiava l’antico Castello, che sorgeva presumibilmente dove attualmente si trova la Chiesa dell'Addolorata. Anche se il castello non esiste più in realtà in questa piazza si può osservare sulla destra, appena si varcano le colonne di porta Napoli, un antico caseggiato predisposto alla difesa del piccolo borgo. Sempre sul lato desto si eleva un imponente palazzotto signorile in stile ottocentesco, che nella parte superiore presenta una cornice dipinta con un rosa delicato. Sull’altro lato della piazza si erge il grandioso palazzo Aprile-Ximenes, anch’esso dell’Ottocento, completamente tinteggiato con una tonalità molto accesa del tipico rosso pompeiano. Fra i due palazzi si impianta una storica casa a corte con i tipici tetti a cummerse. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy
📷 @worduuup 📍#Milano ⠀ Buongiorno ragazzi, uno dei più antichi proverbi Imbruttiti recita più o meno così: «se qualcosa non c’è a Milano, allora non esiste», e il proverbio vale anche per la Statua della Libertà. Sappiamo che sul duomo di Milano ci sono stranezze a non finire, racchette da tennis scolpite tra i capitelli, guantoni da box, piccozze e persino un dinosauro, ma che ci fosse anche la Statua della Libertà, simbolo di New York, davvero in pochi lo sanno. La statua si trova sul lato sinistro del balcone proprio sopra il portone centrale della Basilica ed è facilmente visibile dalla piazza, anche se si deve alzare un po’ lo sguardo e non lasciarsi distrarre dalla dedica sulla facciata. Forse è proprio per questo che passa inosservata ai più. Non è sfuggita, invece, a Frederic Auguste Bartholdi, il realizzatore della Statua della Libertà di New York nel 1885, dato che gli esperti ritengono fortemente probabile che questa statua sia proprio uno dei modelli che lo avrebbe ispirato, se non “il” modello da lui utilizzato per la realizzazione dell’opera che tutti conoscono. Il nome reale della statua della libertà sul Duomo di Milano è “La Legge Nuova” ed è stata realizzata da Camillo Pacetti nel 1810, 75 anni prima della Statua della Libertà di New York. Ora che lo sapete, se passate per il centro di Milano, davanti al Duomo, alzate lo sguardo. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #milano
📷 @minga.mrc 📍#Ostuni ⠀ Arroccata su tre colli, Ostuni sorge nella Valle d’Itria a 218 m sul livello del mare. Dista 42 km da Brindisi e 8 dalla costa adriatica su cui sventola la Bandiera Blu. La magia di Ostuni, la Città Bianca, è legata alla caratteristica colorazione con pittura a calce del borgo antico, una pratica tuttora rigorosamente rispettata dai residenti. Al centro del borgo troneggia la quattrocentesca Cattedrale in stile romanico-gotico su cui spicca un grande rosone a 24 raggi di rara bellezza. Lungo via Cattedrale che divide in due il cuore medievale della città, si trova l’ex Monastero carmelitano sede del Museo delle civiltà preclassiche della Murgia Meridionale dove è esposto il calco di Delia, una donna in gravidanza vissuta 25.000 anni fa. In piazza Beato Giovanni Paolo II (piazzetta Cattedrale), si fronteggiano i settecenteschi edifici del Palazzo Vescovile e del vecchio Seminario, collegati dal suggestivo arco Scoppa. Al piano terra del Palazzo dell'Episcopio è situato il Museo Diocesano, che conserva ed espone lo straordinario patrimonio storico-artistico della Chiesa ostunese con capolavori di valenza internazionale. Chiese e dimore signorili si susseguono nella città vecchia cinta dalle mura aragonesi dove si aprono Porta Nova e Porta San Demetrio. L’agro di Ostuni, invece, è costellato da masserie, molte delle quali trasformate in accoglienti agriturismi e resort di lusso. Tra le altre, Santa Caterina con l’alta torre ottagonale alla masseria fortificata, Lo Spagnulo e masseria Cappuccini con i suoi trulli. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy
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