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📷 @andreadallagnola 📍Verona Nella Verona del Medioevo girava una storia tra la gente del popolo: Un uomo , un ricco Veronese, fu condannato a morte per aver commesso un grave crimine. La notte prima dell’esecuzione il Diavolo comparve nella sua cella con una proposta: il grande desiderio dei Veronesi era quello di avere un grande teatro in cui si potessero svolgere degli spettacoli, quindi solo costruendolo in una sola notte egli avrebbe avuto salva la vita. Spinto dalla paura della morte, l’uomo promise ai governanti della città di costruire, in una sola notte, una struttura tanto grande da contenere tutti gli abitanti di Verona. L’uomo, consapevole di non riuscire a mantenere la parola, accettò che il Diavolo svolgesse per lui tutto il lavoro entro le prime luci dell’alba, in cambio però della sua anima. Durante quella notte tutti i diavoli dell’inferno si misero al lavoro. Nel frattempo l’uomo, che si stava pentendo profondamente di quel patto, pregò per ore la Madonna al fine di ottenere il perdono. Un enorme e bellissimo anfiteatro stava prendendo forma, mancava poco al completamento dell’opera, ma le preghiere furono ascoltate e quella mattina il sole sorse con due ore di anticipo. Al dolce suono delle campane dell’Angelus mattutino tutti i diavoli sprofondarono negli inferi della terra, lasciando così il lavoro incompiuto. Il demonio rimase senza l’anima di cui bramava, il prigioniero ottenne la libertà e i veronesi ebbero il loro splendido teatro. Da qui l’origine dell’ala dell’arena. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #verona
📷 @sara_ 📍#Roma ⠀ Tra tutte le curiosità turistiche su Roma e le cose curiose d e a vedere nella capitale, a nostro parere questa che vi stiamo per raccontare occupa la prima posizione, stiamo parlando della Porta Magica di Roma in Villa Palombara all’Esquilino. La leggenda narra che un giovane medico ed alchimista milanese di nome Giuseppe Borri si unì al circolo della villa e, finanziato dal marchese, condusse diversi esperimenti per trovare la pietra filosofale che gli avrebbe permesso di trasformare la materia in oro. Ma quando l’Inquisizione papale si mise sulle sue tracce dovette partire improvvisamente lasciando un certo numero di pergamene con le complesse formule che nessuno era in grado di decifrare. Fu cosi che Massimiliano Palombara le fece incidere sulla porta d’accesso del suo laboratorio. Quando Roma divenne la Capitale d’Italia Villa Palombara fu demolita per i lavori di costruzione del nuovo rione Esquilino. L’unica parte che si salvò fu proprio il portale d’accesso del laboratorio, oggi conosciuto come Porta Magica di Piazza Vittorio. Si presenta come un piccolo portale murato contornato da uno stipite di pietra bianca dove si vedono ancora i simboli alchemici. La porta è affiancata da due bizzarre statue che rappresentano una divinità egizia chiamata Des, venerata a Roma durante l’età imperiale. Le statue, però, non facevano parte della collezione del marchese Palombara, ma furono aggiunte successivamente. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #toscana
📷 @dagniee 📍#Milano ⠀ Sono uno dei grandi classici milanesi, come la prima della Scala, il derby a San Siro, il risotto con l’ossobuco. Intramontabili e inimitabili, rumorosi e fascinosi, amatissimi dagli indigeni e fotografatissimi dai turisti: i vecchi «Carrelli», i «Ventotto», insomma i tipici tram di Milano, quelli storici con le tre porte e lo scalino che scende mentre si aprono sui bellissimi interni usati ma non usurati, le panche di legno levigate da generazioni di sederi meneghini.  Lunedì 20 Novembre, i «Carrelli», alias «tram Atm serie 1500» oppure «tram tipo 1928», compiono 90 anni. Era il 20 novembre 1927 quando il prototipo fece il primo viaggio per la città, immatricolato con il numero 1501. Il secondo, il 1502, iniziò a circolare l’anno successivo, da qui uno dei nomi, e dal 1929 la produzione si fece massiccia: in totale 502 esemplari. Il modello era americano, il tram «a carrelli», appunto, ideato da Peter Witt; la costruzione, tutta italiana, anzi milanese; la robustezza, subito leggendaria, letteralmente a prova di bomba. Infatti dei moltissimi tram che furono danneggiati dai raid alleati della Seconda guerra mondiale, tutti furono poi rimessi in servizio, tranne uno, uno solo, l’unico centrato in pieno, quindi interamente sventrato e solo per questo giudicato irrecuperabile: era il numero 1624.  Dei «Ventotto» ce ne sono ancora 125 in giro per la rete di Milano, alla velocità massima di 42 chilometri all’ora, quasi sempre pieni benché assai capienti: 29 posti a sedere, 101 in piedi. In nove decenni, hanno cambiato più volte livrea esterna e e arredi interni, e ovviamente sono stati più volte revisionati e ammodernati: ma sono ancora loro, ormai simbolo irrinunciabile, icona cittadina, bandiera su rotaia. C’è perfino il tram ristorante, dove cenare girando in lungo e in largo per Milano.  Non solo: hanno conquistato anche il resto del mondo.  Dall’altra parte del globo, i «Ventotto made in Milano» servono sulla linea F di San Francisco. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #milano
📷 @lorebackpacker 📍#Roma La costruzione dell'attuale basilica di San Pietro fu iniziata il 18 aprile 1506 sotto papa Giulio II e si concluse nel 1626, durante il pontificato di papa Urbano VIII, mentre la sistemazione della piazza antistante si concluse solo nel 1667. Si tratta tuttavia di una ricostruzione, dato che nello stesso sito, prima dell'odierna basilica, ne sorgeva un'altra risalente al IV secolo, fatta costruire dall'imperatore romano Costantino Isull'area del circo di Nerone e di una contigua necropoli dove la tradizione vuole che san Pietro, il primo degli apostoli di Gesù, fosse stato sepolto dopo la sua crocifissione. Oggi è possibile solo immaginare l'imponenza di questo edificio, immortalata soltanto in alcune raffigurazioni artistiche: l'impianto, arricchito nel corso dei secoli con preziose opere d'arte, era suddiviso in cinque navate con copertura lignea e presentava analogie con quello della basilica di San Paolo fuori le mura, aveva 120 altari di cui 27 dedicati alla Madonna. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #sanpietro
📷 @gabdetails 📍#Firenze #Buongiorno ragazzi, è risaputo a Firenze che Filippo Brunelleschi possedesse un gran senso dell’umorismo e gli piacesse fare scherzi a chi gli capitava sotto tiro. Uno delle sue burle più riuscite venne addirittura raccontato in un libro dal titolo “Novella del Grasso legnaiuolo” che divenne un grande successo letterario a Firenze. Possiamo affermare che anche nella costruzione della Cupola del Duomo, il Brunelleschi non si sia risparmiato a giocarci alcuni scherzi, primo su tutti il fatto che la cupola non è una cupola. Una cupola emisferica (o ellissoidale, o parabolica) è data dalla rotazione di un arco attorno al proprio asse e, teoricamente, costruire una struttura di questo genere è sempre possibile. La cupola del Duomo di Firenze però non è una cupola, ma una volta ottagonale che può essere descritta come l’intersezione a 45° di due volte a pianta quadrata. Ed era proprio la sua natura di volta a preoccupare i capomastri che si succedettero nei cantieri di costruzione del Duomo, dato che questa forma architettonica, al contrario di una cupola, non è autoreggente. La discussione intorno alla statica della Cupola del Duomo di Firenze è tutt’oggi ragione di grandi dibattitti tra importanti archittetti. La cosa realmente straordinaria riguardante la costruzione della Cupola del Duomo di Firenze è il non impiego di alcuna centina. Ciò significa che nell’edificare la struttura non si utilizzò alcuna struttura lignea a cui appoggiare la parte in muratura che via via si andava formando. Questo fatto, già straordinario di per sé, lo diventa ancor di più se si pensa alla grandezza della Cupola. Infine una piccola curiosità, la palla di rame dorata realizzata dal Verrocchio intorno al 1470 pesa 1.981 Kg. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #goodmorning
📷@iamartenisa 📍 #Assisi ⠀ È lì, da otto secoli, in uno degli affreschi del ciclo pittorico che segna l'inizio dell'arte figurativa occidentale, e nessuno finora se n'era accorto: nella ventesima scena della Vita di San Francesco, dipinta da Giotto nella Basilica superiore di Assisi, c'è il profilo di un demone, con due corna scure, che emerge dalle nuvole sospese fra la scena della morte di Francesco, in basso, e la scena dell'assunzione della sua anima in cielo. A scoprirlo è stata la storica Chiara Frugoni, grande specialista francescana, dandone notizia in un articolo che sarà pubblicato nel prossimo numero della rivista San Francesco Patrono d'Italia, edita dal Sacro convento d'Assisi, diretta da padre Enzo Fortunato(clicca qui per vedere il video). La Frugoni - che sull'interpretazione di quel particolare avanza alcune ipotesi - è invece sicura del fatto che questa scoperta è destinata a fissare un nuovo inizio della ''manipolazione delle nuvole'' da parte di un pittore. ''Fino ad oggi, infatti - osserva la storica - il primo pittore che pensò di trattare le nuvole era ritenuto Andrea Mantegna che nel suo San Sebastiano, dipinto nel 1460 (oggi conservato nel Kunsthistorisches Museum a Vienna), mostrò sullo sfondo del cielo un cavaliere che emerge da una nuvola. Ora, questo primato del Mantegna non è più tale''. Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community @ig_assisi & @ig_umbria 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #assisi
📷 @rale_p 📍 #Perugia ⠀ Conosciuta come "Città del cioccolato" per la presenza di imprese specializzate nella produzione di prodotti dolciari come la Perugina. Patria di importanti artisti come il Perugino, il Pinturicchio, e Gerardo Dottori, la città fu meta di formazione artistica di importanti personaggi rinascimentali come Raffaello, Pietro Aretino, Piero della Francesca, Luca Signorelli. La città diede i natali, inoltre al matematico e astronomo Ignazio Danti che rivoluzionò la cartografia moderna e che riformo il calendario facendolo passare da giuliano a quello gregoriano. Ricca di storia e monumenti, polo culturale, produttivo e direzionale della regione. È meta turistica internazionale, l'Università degli Studi di Perugia è uno degli atenei più antichi d'Italia e del mondo. È sede della seconda accademia più antica d'Italia, l'Accademia di belle arti Pietro Vannucci. Fondata dagli Etruschi, nel corso dei suoi tremila anni, è stata una delle grandi lucumonie dell'Etruria sotto il nome di Perusna. La cinta muraria etrusca originaria, oggi ancora visibile, racchiude il Colle Landone e il Colle del Sole sui quali si erge la città. Con un ampio centro storico, asimmetricamente adagiato su una serie di alture collinari a breve distanza dal Tevere, la città conserva un armonioso aspetto medievale e presenta le caratteristiche di un comune sparso, con la presenza di nuovi quartieri nelle aree pianeggianti, numerose frazioni diffuse nel vasto territorio comunale (449,51 km² - 11° comune più grande d'Italia), e una moltitudine di aree verdi e campi. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia # #ig_italia_borghiecitta #italy #Perugia
📷 @davideor94 📍#Firenze ⠀ Ponte Vecchio è uno dei simboli di Firenze, luogo obbligatorio per le foto ricordo dei turisti che visitano questa splendida città. Fu il primo e il più antico ponte di Firenze che attraversa il fiume Arno nel suo punto più stretto. Ponte Vecchio è sopravvissuto ad eventi disastrosi di ogni tipo: la prima costruzione, in legno, risale all’epoca romana, ma fu più volte danneggiata da incendi e alluvioni, come quella tragica del 1933. Poi, nel 1345 il ponte fu ricostruito da Taddeo Gaddi discepolo di Giotto, su tre archi, più profondi e resistenti alla furia dell’acqua. Si racconta che durante la seconda guerra mondiale, la sua bellezza abbia colpito anche Hitler e proprio per questo, fu l’unico ponte di Firenze a non essere bombardato dai tedeschi nel 1944. Prima di raggiungere lo splendore e la fama per cui oggi è conosciuto, Ponte Vecchio, è stato il ponte dei macellai e dei verdurai. L’autorità cittadina, infatti, impose ai beccai (macellai) di riunirsi nelle botteghe sul ponte per salvaguardare la pulizia delle abitazioni del centro ed eliminare, in questo modo, gli odori e gli scarti delle carni che dalle strade venivano trasportate fino all’Arno. Quando venne costruito il Corridoio Vasariano (1565) sopra il ponte, le botteghe vennero considerate inopportune e si decise (1593) lo sfratto dei macellai per concederle agli artigiani e agli orafi, che ancora oggi, continuano il tradizionale e rinomato lavoro di gioielli, noto in tutto il mondo. Infatti, proprio in onore dell’oreficeria, fu posto nella terrazza in mezzo al ponte una fontanella con il busto del grande maestro Benvenuto Cellini, il più grande orafo fiorentino, opera dello scultore Raffaello Romanelli. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #firenze
📷 @eat.shop.travel 📍#Roma Con la sua immensa mole il Colosseo è il più grande anfiteatro del mondo e il più voluminoso edificio di Roma antica giunto fino a noi: un luogo affascinante la cui sola vista ci riporta alla mente immagini e atmosfere di un passato leggendario. Fu fatto costruire dall'imperatore Vespasiano come dono per il suo popolo nei pressi dei Foro e per cinque secoli fece da sfondo a lotte tra animali, supplizi capitali e combattimenti fra gladiatori, per cui i Romani nutrivano un'autentica passione. Oggi fa parte del Patrimonio dell'Umanità Unesco e dal 2007 è una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno, oltre che il monumento più visitato in Italia con più di sei milioni di ingressi all'anno. Lungo 189 metri e largo 156, il Colosseo ha un perimetro di 527 metri e una capienza di circa 50 mila spettatori. Per portarlo a termine furono necessari solo cinque anni: dal 75 all'80 d.C. Ma il bello doveva ancora arrivare: dopo un'opera così, l'imperatore Tito decretò che i festeggiamenti per l'inaugurazione sarebbero durati ben 100 giorni. Originariamente il Colosseo si presentava ornato da statue, fregi e marmi. Dopo la caduta dell'Impero fu però abbandonato e utilizzato come riserva di materiali da costruzione. Edifici come la Basilica di San Pietro e Palazzo Barberini devono la propria esistenza proprio all'anfiteatro, che nel tempo perse quasi 2/3 degli elementi originari. Nel XIII secolo all'interno dell'Anfiteatro Flavio fu costruito un palazzo, la residenza della famiglia romana dei Frangipane. In seguito il monumento continuò a essere abitato, fino alla sua riscoperta come bene artistico nel XIX secolo. Durante il periodo fascista, invece, si fece strada un progetto alquanto bizzarro: trasformare l'Anfiteatro Flavio in un albergo di lusso. Ma i tempi erano definitivamente cambiati. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #roma
📷 @jakobnoc 📍#Venezia 
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A Venezia non ci sono vie o strade e nemmeno piazze o vicoli. A Venezia ci sono Calli, Campi e Campielli. L’unica cosa che non si discosta dalla tradizione della lingua italiana sono i Ponti. Anche a Venezia i Ponti si chiamano Ponti. Ma siccome Venezia ama distinguersi, di Ponti ne ha più di 340. Ma l’urbanistica di Venezia riserva anche altre sorprese. Ad esempio ci sono le Fondamenta, le strade (ma non chiamatele mai così) che costeggiano i canali. Poi ci sono le Piscine, che al contrario di quanto si possa pensare non sono vasche per la pratica del nuoto, ma strade ricavate da interventi di interramento. Anche il Rio è diverso dal Canale. Il primo indica i corsi d’acqua (molti dei quali navigabili) del centro storico di Venezia che separano le insulae dove sorgono le abitazioni, i Canali invece sono le vere e proprie vie carrozzabili dai natanti che sono il principale mezzo di trasporto di Venezia. E come non ricordare il Sotopòrtego, i passaggi tra le Calli ricavati eliminando porzioni di case: attraverso i Sotopòrtego si accede alla Corte (piazzetta chiusa da edifici), o si uniscono Campi alle Fondamenta, o si accede direttamente ad una Riva. Ecco appunto ci mancava la Riva: sono così chiamati gli approdi lungo le sponde dei Canali o dei Rii. Per i turisti che visitano Venezia ogni corso d’acqua è un Canale. Ma questo non è corretto. Infatti di Canali a Venezia ce ne sono meno di una decina: tutti gli altri sono Rii. I Canali veri e propri sono infatti solo il Canal Grande, il Canale di Cannaregio, il Canale della Giudecca e poi alcuni corsi d’acqua esterni alla città il cui tracciato è limitato da pali, le brìcole, o quelli che nel tempo sono stati inglobati nel corso di interventi di interramento. I Canali quindi sono corsi d’acqua tutti navigabili, al contrario dei Rii che non sempre lo sono. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #venezia
📷 @stefanogera 📍 #Saturnia , #CascatedelMulino ⠀ Le terme libere di Saturnia sono famose nel mondo per il favoloso contesto naturalistico che le adorna: le grandissime vasche calcaree create nel corso dei secoli dalle acque termali ricche di calcio sono conosciute a livello pressochè universale. Le acque fluiscono a cascata da un livello di vasche all’altro, ad una temperatura piacevole anche d’inverno, sebbene le medesime siano la risulta del flusso che alimenta il vicino stabilimento. Le terme di Saturnia costituiscono un insieme di sorgenti termali situate nel comune di Manciano, a pochi chilometri dalla località di Saturnia, rispetto alla quale sorgono nella sottostante vallata sud-orientale. Le sorgenti termali che alimentano le terme interessano un vasto territorio che spazia dal monte Amiataalle Colline dell'Albegna e del Fiora, fino a raggiungere la Maremma grossetana presso Roselle (terme di Roselle) e Talamone (Terme dell'Osa). ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #saturnia
📷 @monasterosantarosa 📍#CostieraAmalfitana #Buongiorno ragazzi, la Costiera Amalfitana non è un luogo geografico, ma un’entità. Quando si pensa a questa terra viene in mente una canzone di Lucio Dalla “Com’è profondo il mare”, non solo perché si affaccia sul Tirreno. Chi conosce il testo, sa benissimo che c’è un’inquietudine di fondo che si combatte a colpi di fantasia e ironia. La sinuosità della SS 163 è un crescendo di emozioni che seguono le note del cantautore. Terra di incursioni barbariche che hanno lasciato un’impronta indelebile, e al tempo stesso terra di colori e di profumi, quello per la Costiera Amalfitana è amore a prima vista, destinato a durare per sempre. Quello che sorprende è il paesaggio spettinato e selvaggio, caratteristica comune dei paesi della Costiera Amalfitana, piccole perle preziose incastonate nella roccia, le cui costruzioni si trovano a picco sul mare, in bilico tra la brulicante vita e la libertà in senso assoluto. La speculazione edilizia degli anni ’70 è stata fermata giusto in tempo, evitando che che le colate di cemento coprissero quello che la natura ha creato. Non è un caso se l’Unesco ha dichiarato la Costiera Amalfitana patrimonio dell’Umanità. L’estate è il periodo dell’anno in cui le strade della Costa d’Amalfi brulicano di gente. C’è chi sceglie le mete più modaiole come Positano, Amalfi e Ravello, ma altre piccoli borghi come Maiori, Minori e Cetara, meritano di essere visitati. Possibilmente a piedi, spostandosi con i mezzi pubblici. Il traffico continua ad essere uno dei problemi principali della Costiera Amalfitana: gli spazi adibiti alla sosta dei veicoli sono pochi e costosi, quindi spesso si è costretti a lasciare l’auto molto distante rispetto al luogo che si deve raggiungere. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community @ig.campania & @ig_amalficoast Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #goodmorning
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